Pittura e Scultura nell'Oltrepò - Moderni e contemporanei

di Virgilio Bono

 

clicca per ingrandire
Virginio Giacomo Bono Titolo: Pittura e Scultura nell'Oltrepò Sottotitolo: Moderni e contemporanei Editore: Edo Edizioni Oltrepò Numero pagine: 180 Illustrazioni: a colori Rilegato con copertina telata e sovracoperta Prezzo: lire 60.000
 

"Gli artisti piangono invasi dal grande sentimento della Natura", scrive Boccioni nel 1916 riferendosi agli inizi milanesi. "Pellizza da Volpedo tra campi e lavoratori piange […]".

In realtà il progresso artistico, nel breve arco dell'esistenza di Giuseppe Pellizza, è stato continuo e straordinario, accompagnato da un analogo processo di formazione letteraria e filosofica e di ispezione critica sui mezzi e le finalità dell'operare artistico, che non ha riscontro in nessun altro pittore. L'osservazione del vero trascende sempre nell'idea, e si traduce in "un'armonia tra l'idea e la forma che la rappresenta"; l'opera d'arte ha le proprie leggi che l'artista non può trascurare, intendendo il divisionismo solo come una tecnica "per avvicinare le vibrazioni della luce".Non restano insensibili alle proposte boccioniane - e a quelle di Balla e di Bragaglia, di Depero - gli artisti "pavesi": Rognoni, Soggetti, Casati, Regina.

E' certo comunque che il futurismo, prima avanguardia europea, è all'origine, come dimostrano soprattutto gli studi di Maurizio Calvesi, della pittura metafisica, del dadaismo e del surrealismo, ma anche di ogni fenomeno successivo di sconfinamento e di contaminazione delle arti: dal neo-dada alla pop art, all'arte programmata e cinetica, all'environmental art, happening e arte povera, poesia visiva, proposte concettuali. Esso ha lasciato, direttamente o indirettamente, segni visibili in tutte le varie manifestazioni della ricerca contemporanea (per restare in area pavese, le esperienze dei Plumcake, per esempio, o di Lodola, col ricorso a materiali plastici e il richiamo alle tecniche seriali e pubblicitarie; di Ghinzani, con esperienze sui materiali; di Lucia Pescador, con un linguaggio di segni e di suggestive immagini lirico-simboliche, ecc.).

Dopo l'avanguardia futurista, il "ritorno all'ordine" si può individuare in una linea che da "Valori plastici" porta al "Novecento" (con diramazioni anche nel Pavese attraverso il "Gruppo 900" fondato da Pier Angelo Soldini

Dall'altra parte si succedono le poetiche dell'informale, dello spazialismo e nuove sperimentazioni di automatismo surrealistico con le tecniche del tachisme, del flottage, del polimaterismo, del dripping, del segno e del gesto, che si incrociano con la pop art, l'oggettivismo fotografico, la "nuova figurazione".

Così un diffuso lirismo, come un superstite canto sulle rovine, traspare dalle opere di Pietro Bisio dove grafismi e colore si combinano con oggetti di scarto fortemente evocativi. Mentre Piero Leddi e Pierangelo Tronconi compongono coi soli mezzi della pittura allegorie drammatiche o ironiche della scomparsa del mondo contadino; e Silverio Riva, scultore, si fa poetico interprete della distruzione del paesaggio nell'Oltrepò. Virginio Giacomo Bono