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"Giace al piede di un colle, alla sommità del quale è posto il Castello.
Da due lati del quale calando al basso, due lunghe ali si vanno a giongere
con le mura della città. La città è al piano, cinta di muro antico con
torri et fossi intorno da tre lati, restando dall'altra parte serrata
dal monte et dalle ali che ascendono al castello".
Questo quadro di come era Tortona nel 1602, lasciatoci da un ingegnere
militare, è perfetto perché non si perde nelle solite chiacchiere sull'antichità
e sulla nobiltà della città.E' di questo piccolo agglomerato umano (4000
persone circa) che parlo nel mio libro. Il suo destino era già segnato
nel rapporto dello stesso ingegnere: "E' in sito da farne stima e capitale
sì per la mano che dà ad Alessandria, troncando il passo alle calate de'
Francesi per passare in Lombardia, sì perché assicura la Strada Genovese".
Questa sua posizione strategica farà di Tortona la vittima predestinata
di assedi in tempo di guerra (vedi il capitolo 'Assedio & contrassedio')
e di alloggiamenti militari in tempo di pace, un posto di transito, una
città terziaria destinata a fornire servizi alle truppe. Basta scorrere
gli Atti del Comune per vedere come quasi giornalmente si presentavano
alle porte della città compagnie di soldati da alloggiare con un brevissimo
preavviso.
Il periodo in cui si svolgono queste storie è il '600, un secolo tutto
"spagnolo" in cui Tortona ebbe molti Podestà e Castellani ispanici e nei
suoi documenti ufficiali scriveva verbi inequivocabilmente ispanici come
alcanzare (ottenere) o amparare (proteggere) : segno evidente che tutti
capivano e parlavano o masticavano lo spagnolo. Ho cercato di illuminare
col flash questi cento anni attraverso alcuni episodi che abbracciano
a volte lo spazio di alcuni anni, a volte si esauriscono in pochi giorni.
Spariti i personaggi ferrigni che avevano animato il Cinquecento tortonese,
ci si deve accontentare di "eroi" minori, avvocati in carriera e Mastri
di campo più interessati a comprarsi un feudo (cioè una rendita sicura
che conferiva anche un'aura di prestigio) che a investire gli stessi soldi
in altre operazioni. Anche mercanti e bottegai tortonesi combatterono
scaramucce di retroguardia invece di una battaglia che avrebbe potuto
farli diventare dei "borghesi". |