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La pieve romanica di Volpedo La pieve di Volpedo, dedicata a S. Pietro, risale alla seconda metà del secolo X° ed è citata per la prima volta in un documento del 965. Nel 1400 venne interamente modificata, assumendo la struttura che mostra oggi. Frontalmente presenta lesene distribuite in modo irregolare ed un portale a sesto leggermente acuto di stile gotico. La struttura originaria è quella di "basilichetta" a tre navate terminanti in tre absidi semicircolari, dei quali attualmente rimane solo quello centrale, e la navata centrale era decisamente più alta di quelle laterali. Oggi la differenza di altezza è molto ridotta in conseguenza della ricostruzione del 1400. La muratura è composta essenzialmente da laterizi, quindi mattoni e ciotoli di fiume recuperati dal torrente Curone, di varie forme e dimensioni. L'abside maggiore è ornata da archetti pensili spartiti da lesene e coronata da tre file di mattoni in successivo aggetto. L'interno della Pieve è a tre navate divise da pilastri, sui quali poggiano archi a sesto acuto e a pieno centro con copertura a capriate. Gli affreschi, risalenti al tardo 400, vengono attribuiti alla scuola dei maestri Manfredino e Franceschino Boxilio. |
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